Gli eventi chiave dal 1947 ad oggi
← TORNA ALLA HOMEL'ONU propone di dividere la Palestina in due stati (ebraico e arabo) con Gerusalemme sotto controllo internazionale. La proposta viene rifiutata dai leader arabi.
Israele dichiara l'indipendenza e scoppia la guerra arabo-israeliana.
Centinaia di migliaia di palestinesi vengono sfollati o fuggono durante la guerra; nasce la diaspora palestinese.
La PLO, guidata da Yasser Arafat, diventa la principale organizzazione che rivendica i diritti nazionali palestinesi.
Israele conquista Gerusalemme Est, Cisgiordania, Striscia di Gaza, Golan e Sinai; inizia l'occupazione dei territori palestinesi.
Rivolta popolare palestinese contro l'occupazione israeliana nei territori occupati.
Israele e PLO si riconoscono reciprocamente; nasce l'Autorità Palestinese con autonomia limitata in alcune aree.
Arafat ritorna a Gaza per amministrare la zona secondo gli accordi di pace.
Riprende la violenza su larga scala dopo il fallimento dei negoziati di pace a Camp David.
Grande offensiva israeliana in Cisgiordania.
Israele smantella insediamenti e occupazione permanente a Gaza ma mantiene controllo dei confini.
Hamas vince le elezioni e sconfigge Fatah a Gaza, instaurando un governo de facto nella Striscia.
Un conflitto di 50 giorni tra Israele e Hamas causa migliaia di morti, soprattutto a Gaza.
Normalizzazione delle relazioni tra Israele e UAE, Bahrain, poi Sudan e Marocco — rifiutata dai rappresentanti palestinesi.
Scontri esplodono dopo tensioni a Gerusalemme; 11 giorni di bombardamenti incrociati tra Hamas e Israeliani.
Hamas lancia una massiccia offensiva contro Israele, causando circa 1.200 morti e oltre 250 ostaggi presi.
Israele avvia una campagna militare su Gaza con un enorme bilancio di vittime; ci sono varie tregue temporanee, negoziati e scambi di prigionieri.
Regno Unito, Canada e Australia riconoscono formalmente lo Stato di Palestina — un significativo impulso politico per la causa palestinese.
Israele amplia poteri e insediamenti in Cisgiordania, suscitando critiche internazionali e crescenti violenze nelle aree occupate.